Italo Calvino, je t’aime 

Ci sono scrittori che non invecchiano mai e che, parola dopo parola, ti fanno innamorare sempre più della Letteratura. Italo Calvino  è un faro che mi guida. 

Una pietra sopra è una raccolta di discorsi che immergono in profonde riflessioni e solleticano nuove curiosità. Penso che passerò la vita a leggere (o rileggere) tutti gli autori citati…

Italo Calvino, je t’Aime. 

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Con le mani nelle tasche

Mi ha sempre incuriosito molto mettere le mani nelle tasche. Nelle mie tasche, ovviamente. Quelle di giubbini dimenticati nell’armadio, oppure le tasche delle borse che non si usano da molto tempo. Emergono oggetti che pensavi di aver perso, caramelle, bigliettini, a volte soldi. Sono inaspettati regali. Certe volte, poi…ciò che ritrovi ti ferma i minuti. Come in un film, vai al rallenty…e rivivi emozioni. Un po’ come quando sfogli vecchi libri e ci trovi dentro messaggi custoditi, petali di fiori…appunti. Brevi attimi di poesia che costellano le vite di tutti noi e che ci fanno sentire protagonisti.

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Genitori e figli: quel “no” che aiuta a crescere bene

Una chiacchierata su giovani, educazione e diritti con Giulia De Marco, che nel 1965  fu tra le prime 8 donne italiane a vincere il concorso in magistratura. L’ho incontrata a Brescia, dopo pranzo. Cortese, sorridente…avrei parlato con lei per ore. Piccolo gossip: è una “moglie della Repubblica” visto che il marito è Luciano Violante. Di seguito l’articolo apparso sul quotidiano per cui scrivo: Bresciaoggi.

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Valori assoluti sempre più fragili, perché la famiglia, struttura fondamentale per la crescita etica delle persone, è sempre più assente e disgregata. Parlare dei diritti dell’infanzia, oggi come ieri, significa ragionare sul ruolo dei genitori, perché a loro compete la formazione morale dei figli, il loro processo educativo. Giulia De Marco, già presidente del Tribunale dei Minori di Torino e membro del direttivo Aimmf (l’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e la famiglia) richiama all’ordine i papà e le mamme perché «la mancanza di regole e della loro osservanza sta facendo crescere ragazzi che non hanno fiducia in sé stessi e nella propria forza d’animo e soprattutto ragazzi irresponsabili che non comprendono spesso la gravità di alcuni comportamenti illeciti che commettono». Parole dettate da una lunga esperienza nelle aule dei tribunali, d’altra parte Giulia De Marco è stata una della «magnifiche otto», ovvero le prime otto donne che indossarono la toga nel 1965 due anni dopo l’approvazione in Parlamento della legge che stabiliva la parità tra i sessi negli uffici pubblici e nelle professioni. Bresciaoggi ha incontrato l’ex magistrato, ieri a Brescia in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, in concomitanza con l’apertura del Festival della Pace, percorso nel quale è stata accompagnata da Emma Avezzù, procuratore capo del Tribunale dei Minori di Brescia e Giuseppina Carpina, segretario della sezione di Brescia dell’Aimmf.

L’INIZIO DELLA CARRIERA come magistrato minorile risale al 1982, sette anni prima che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottasse la Convenzione Onu sui diritti per l’infanzia, ratificata poi dall’Italia nel 1991. Giudice prima e presidente del Tribunale poi (fino al 2006), Giulia De Marco ha assistito alla crescita della «cultura minorile» che ha portato a «un maggiore rispetto dei diritti dei bambini. Il problema, però, è che la famiglia è diventata più fragile». Le separazioni, negli anni, sono cresciute e la conflittualità, troppe volte, ricade sui figli mentre «dovrebbe esserci mediazione tra diritti di entrambi i genitori e quelli del bambino». C’è poi un aspetto tutt’altro che secondario: «molte famiglie sono portate a credere che debba prevalere l’affettività sulle regole». Qual è la conseguenza? «La mancanza del ruolo normativo, soprattutto da parte dei padri. Nella psicologia è il padre quello che dà le regole, la madre colei che dà la fiducia». Sei i padri «non inchiodano i figli alle loro responsabilità» la percezione di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato va in corto circuito. Giulia De Marco si riallaccia all’ultimo, grave, caso di cronaca che arriva da Roma: durante l’occupazione del Liceo Virgilio, due ragazzi si sono appartati per fare sesso e qualcuno, probabilmente un loro compagno, li ha filmati di nascosto diffondendo poi il video su Whatsapp. «I giovani hanno sollecitazioni verso il consumismo e una serie di attività ludiche diverse che noi non avevamo. Non ci sono più dei codici etici assoluti, oggi è tutto diventato possibile. I figli ti dicono “perché no”, mentre una volta il no del padre non si discuteva». C’è da aggiungere che «i genitori non sono più capaci di distinguere tra autorità buona e autorità cattiva, autorevolezza e comportamenti dittatoriali. E questa difficoltà si estende anche ai figli». Chi può rimediare tale situazione? «L’educazione va fatta con l’esempio. Bisogna essere coerenti con quello che si insegna e molti genitori non lo sono. Loro stessi agiscono come adolescenti che non vogliono crescere. Voler essere amici dei propri figli è controproducente, spesso si finisce con il colludere». Quel che è successo a Roma si riallaccia ai temi del bullismo e cyberbullismo, sui quali la guardia resta alta anche nel Bresciano. «È proprio nella mentalità del giovane non avere la percezione del pericolo. Difficilmente l’adolescente percepisce le conseguenze delle sue azioni. Agisce d’impulso. Anche quando si tratta di atteggiamenti scorretti». L’ex magistrato dà una strigliata anche ai media per i modelli che propongono, con il rischio di far percepire il corpo «come qualcosa da vendere». Una «sessualità commercializzata» che porta a vendersi per una ricarica del cellulare o qualche regalo: realtà emersa nelle indagini della magistratura bresciana su casi di prostituzione minorile. Se è diritto dei giovani avere mezzi che consentano il loro sano sviluppo sul piano fisico, intellettuale, morale, spirituale e sociale, lo è anche quello di essere protetti dalle violenze, fisiche e morali.

«LA GIUSTIZIA MINORILE è rapida perché non si può lasciare che situazioni gravi possano peggiorare ulteriormente a causa della mancanza d’ intervento», spiega l’ex magistrato a proposito dei casi di violenza in famiglia. «Ciò non vuol dire che non si debba dare tempo al bambino, agli assistenti, ai giudici o ai consulenti di verificare e approfondire la situazione che può modificarsi nel tempo». Giulia De Marco si è soffermata anche sulle violenze all’interno di famiglie di immigrati, di cui sono vittime soprattutto le figlie femmine, «giovani donne attratte da modelli di vita europei che entrano in contrasto con padri rigidi che vivono la disubbidienza come un attaccato alla loro autorità». «I servizi sociali, la procura, le forze dell’ordine possono aiutarle», assicura l’ex magistrato che, infine, lancia un monito: «se c’è un’emergenza, oggi, che riguarda soprattutto i minori è quella climatica. L’ambiente è un grandissimo problema, a livello generale».

Paola Buizza

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Il buio, all’improvviso

Certe volte il Buio esistenziale ti coglie di sorpresa, come un corto circuito elettrico mentre scendi le scale. Che fai? O procedi, rischiando di cadere, o attendi. 

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Sostenne Kurt Tucholsky …

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With a Star in the Brain – il racconto in Musica (e non solo) di grandi battaglie quotidiane

Sono trascorsi tre anni da questo articolo ma oggi più che mai vi consiglio di ascoltare With a Star in the Brain

Oggi più che mai, Simone, emana luce.

Ha raggiunto le stelle dell’Universo e lì continuerà a brillare. Rip

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Però,  che bel nome gli hanno dato a questo fottuto tumore…Ho una stella nel cervello… (S.P.)

Esattamente il 29 aprile 2017, ad un anno esatto dalla prima crisi epilettica, sono entrato in studio con un "manipolo" di amici/musicisti e ho fatto questo disco, prodotto da NOTWORK.PRD... ma lasciate che vi racconti...

E’ primavera, mancano poche settimane al matrimonio, i concerti vanno alla grande e la vita gli sorride. Un pomeriggio, mentre Giulia è intenta a provare il suo bell’abito da sposa,  arriva la crisi. La prima crisi epilettica…Simone perde i sensi, poi si risveglia ed è il panico. Seguiranno la corsa in ospedale, gli esami, e la diagnosi: astrocitoma. Ovvero, tumore al cervello. Cosa fare? Come reagire? Questa è la storia di uno di noi…

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Possiamo salvarci da noi stessi? Sì, se troviamo la chiave per oltrepassare i limiti dell’esperienza sensibile. Come – e dove – trovarla, quella chiave,  non lo so. Forse ognuno ha la sua tecnica per pescare nel buio  dell’afflizione. Un po’ come tuffarsi in un pozzo e, dopo una interminabile caduta nell’abisso, non trovare alcun fondo. Ma approdare in una realtà parallela, fluttuando in un universo ricco di stupefacenti galassie nelle quali trovare la propria personale stella e, con essa, la risposta a un pressante “perché?”.

“Il Cervello è più esteso del Cielo”, scriveva Emily Dickinson in un’intensa poesia, intuendo, forse, la forza del cervello sulla nostra vita. Da qui parte la storia di Simone Prando di cui voglio parlarvi. Anzi, di cui vi parlerà lui stesso se siete pronti ad accompagnarlo in un vertiginoso viaggio,  tra parole e musica.

Chi è Simone Prando? Un amico, innanzitutto. Un talentuoso musicista . Soprattutto, “un maledetto ottimista” (come dice un suo amico liutaio e, aggiungo, tutti coloro che lo conoscono). Quando lo vedo e lo sento parlare inizio a credere che tutto è davvero possibile, tocco con mano il coraggio, intravedo quella forza dormiente in ognuno di noi che si risveglia quando meno te lo aspetti.  Allora capisci che non bisogna mai trovare un motivo per abbattersi, ma per sorridere. Per lottare. E vivere.

Simone ha scelto di raccontarsi, di raccontare, passo dopo passo, il confronto quotidiano con quel “fottuto tumore”. Non intende dare lezioni, solo comunicare. E per comunicare, oltre alle parole, ha scelto il linguaggio che più gli si addice:  la Musica.

Nasce così With a  Star in the Brain

  “Esattamente il 29 aprile 2017, ad un anno esatto dalla prima crisi epilettica, sono entrato in studio con un manipolo di amici/musicisti e ho fatto questo disco, prodotto da NOTWORK.PRD… ma lasciate che vi racconti…”

Siete pronti a salire sulla navicella spaziale per addentrarvi nel suo universo? Bene, allora eccovi il suo blog ( http://simoneprando.blogspot.it/) e i brani che vi consiglio caldamente –  ed emozionatamente  – di acquistare e ascoltare:  With a Star in the Brain

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Liberi di essere certi 

Se il Telepass è stata la mia più grande scelta di libertà dell’ultimo anno, il segnale orario di Radio Rai (ma non doveva essere soppresso?), rimane la mia più grande certezza. 

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“Ape” green

Cose belle della vita: dopo una lunga – e pesante – giornata di lavoro, camminare nel bosco dietro casa gustando more e fichi.

Un aperitivo a chilometri zero, e totalmente green, che rigenera corpo e spirito.

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Vacuità social

Pensavo che: siamo la società dei buoni propositi e delle grandi rivoluzioni costruite su scatti fotografici ad effetto. Entrambi si esauriscono con la velocità di un click.

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Lettera 22 

Regali vintage che fanno battere il cuore… Sono della generazione cresciuta con le macchine da scrivere, il telefono a gettoni e il giradischi.

Mi è concesso un attimo – e qualcosa in più – di emozione.

Ora, alla ricerca del nastro!

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