Anche i medici della mutua hanno un cuore

Alberto Sordi in una scena del film “Il medico della mutua”

Quel giorno in cui un  medico di base mi raccontò:

[Quante situazioni disperate attorno a noi. Ed è sempre più difficile intervenire per tempo. Una volta era diverso. Non che non ci fossero problemi, ma c’erano più persone della comunità pronte a interessarsi al prossimo per evitare che accadesse il peggio. E le cose non miglioreranno, quando scompariremo anche noi, medici di base, dal punto di vista sociale sarà un problema enorme.

Ne parlavo poco fa con un maresciallo dei carabinieri, era del mio stesso avviso. Siamo entrambi prossimi alla pensione, ne abbiamo viste di situazioni…Uomini che ammazzano donne, uomini che ammazzano uomini, figli che abbandonano i genitori in condizioni di indigenza, anziani rimasti soli al mondo e nessuno che si prenda cura di loro. Sa cosa succedeva anni fa? Se in un paese o in un quartiere qualcuno aveva un problema, il medico di famiglia lo sapeva. Magari era il paziente stesso che si confidava, altre volte il medico, entrando nelle case, intuiva situazioni strane, anche pericolose. Capitava, in questo caso, che facesse poi due chiacchiere con il maresciallo della Stazione locale e gli dicesse di stare in allerta per rapporti al limite, animi irascibili e cose cosi’. E’ capitato ci fossero liti in famiglia e che il maresciallo, avvisato, conoscendo anche lui le persone, andasse da loro per farle ragionare. Oppure situazioni di anziani a rischio abbandono…insomma, si cercava di far ragionare le persone, si cercava un contatto, si attivava  una rete di aiuto, di vicinanza. Ora non è più cosi’.

Certo, qualche caso esiste, ma ci sono sempre meno possibilità di dialogo e di azione. E la burocrazia ci ha messo del suo. Devi stare attento a dire o fare certe cose perché ti mettono in riga, ti dicono che non sono fatti tuoi. Eppure il presidio del territorio è importante, lo ha detto anche quel maresciallo che ho visto poco fa. “Sa, per noi essere presenti in ogni paese è fondamentale, ma non è più come una volta. Tanti anni fa conoscevamo tutti. E parlare con la gente, mettere le persone sull’avviso, se iniziavano a prendere qualche strana direzione, serviva a molto. Ma oggi…questa capillarità va scomparendo”.

Già, anche noi medici della mutua siamo pochi e vecchi. Tra qualche anno andremo in pensione in molti, cosa accadrà? Cosa succederà alle persone? Tra i miei pazienti c’è un signore di 80 anni con una serie di problemi di salute, vive solo al quinto piano di una palazzina. Gli è stato recentemente diagnosticato un tumore, non riesce a muoversi e non ci sta  molto con la testa. Deve prendere una serie di farmaci, andare al bagno, mangiare, pulirsi…Sa chi è l’unica persona a prendersi cura di lui? Una vicina di casa. E sa perché lo fa? Per un senso di responsabilità, di umanità. Ho avuto modo di andare da lui e vedere in che situazione vive. Mi sono attivato per chiamare il figlio e dirgli che deve fare qualcosa, chiamare i servizi sociali, provvedere a un sostegno se lui non ha modo di seguire il genitore. Suo padre non può trascinarsi sul pavimento per raggiungere il bagno e deve esserci qualcuno che gli dica come e quando prendere i farmaci! Sono mesi che lo presso. Ma solo ieri si è dato una mossa. L’ho chiamato più volte sul cellulare, al telefono di casa…nulla. Allora ho scoperto dove lavora e l’ho cercato in azienda. A quel punto mi ha risposto. L’ho avvisato: “Se non chiama i servizi sociali e non si attiva, vado dai carabinieri”. Ecco, si è svegliato. 

Parlavo anche di questo poco fa con il maresciallo, ci siamo proprio chiesti dove andremo a finire. Tutto accentrato, tutto informatizzato, tutto rigidamente disciplinato in regole e burocrazia, un egoismo strisciante…Era cosi’ bello e utile tendersi la mano, parlarsi, confrontarsi…Ma tanto, cosa vuole che le dica, noi medici di base serviamo a poco o nulla, no? ]

Informazioni su Paola Buizza (LaBui)

Giornalista con un futuro sempre in discussione e un passato costruito sull'istinto. Una vita geograficamente collocata oltre gli schemi e gli stereotipi. Una donna che cade, soffre, si rialza e cammina. A volte, vola. Questo blog, comunque, non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001
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