
È un tempo strano, il nostro. Parliamo di tutela dell’ambiente, ma tagliamo alberi senza ragione. Chiediamo più parchi e demoliamo gli esistenti. Rivendichiamo diritti ma ignoriamo quelli degli altri. Scriviamo di rispetto e agiamo nell’offesa. Sappiamo fare tutto noi ma gli altri sono tutti degli emeriti incapaci. Ci lamentiamo di non avere denaro ma lo sperperiamo in futilità. Pretendiamo di «essere» ma valutiamo solo ciò che abbiamo. Vogliamo e non agiamo. Ce ne stiamo seduti con la bolla al naso e la rabbia nelle dita.
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