NAbabbo Natale, hai sbagliato indirizzo

Quest’anno quale Natale?

Una preoccupazione dilagante, travolgente e trasversale. Ormai tutti, o quasi, siamo nella condizione di conoscere una o più persone senza lavoro, a rischio, in cassa integrazione, in mobilità o “semplicemente” licenziate. Lo spettro, a volte, è nelle nostre stesse case, una volta sicure e solide. E sconvolge apprendere come, ormai,  poco o nulla conti la persona, il lavoratore. Uomini e donne, dopo aver dedicato anni all’azienda, alla sua crescita, diventano improvvisamente capro espiatorio di una crisi che colpisce, sì, ma che offre anche gustosi alibi a chi vuole mantenere certi privilegi e non rinunciare ai dividendi, a chi occupa posti di rilievo senza averne le competenze e che, proprio per questo, ha trascinato tutti nel baratro.  Il ben servito colpisce senza guardare in faccia. Non importa se non riuscirai a reinserirti nel mondo del lavoro, se ti mancano pochi anni alla pensione, se sei l’unica entrata della famiglia, se sei solo e nessuno può aiutarti. Non importa se hai dedicato 20 anni o più all’azienda,  la tua esperienza non conta, non serve. Costa. Questo basta a farti fuori. Intanto, il lavoro, si imposta su nuovi parametri: lavorare le stesse ore e prendere meno, perché devi rinunciare a scatti o integrativi che, negli anni, avevi ottenuto; lavorare più ore e prendere uguale, perché gli straordinari sono scomparsi. Lavorare, se va bene, se te lo lasciano ancora fare, senza osare lamentarti, perché è già un privilegio.

E’ questo il Natale 2013. Babbo Natale è scomparso, al suo posto è arrivato NAbabbo Natale con un sacco pieno di doni per lui e i suoi cari, gelosamente custodito, e tante letterine per il “popolaccio”: missive di licenziamento. Tempismo perfetto, ineccepibile, moralmente apprezzabile. C’è solo da sperare che da qualche parte, in un tempo non troppo lontano, giustizia prevalga.

Informazioni su Paola Buizza (LaBui)

Giornalista con un futuro sempre in discussione e un passato costruito sull'istinto. Una vita geograficamente collocata oltre gli schemi e gli stereotipi. Una donna che cade, soffre, si rialza e cammina. A volte, vola. Questo blog, comunque, non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001
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