Malala ci guarda

Io sono Malala

Io sono Malala

Oggi ho visto due uomini indiani fermarsi, a lungo, davanti alla locandina del libro di Malala. In modo automatico mi sono fermata anche io, poco più avanti. Non ho potuto trattenermi dal guardarli, incuriosita. Ho notato le loro labbra muoversi quasi in un sussurro. Leggevano. Poi si sono guardati. Non sono riuscita a decifrare il linguaggio della loro espressione. Tanto meno il suono o il significato delle loro parole. Così ho atteso, sperando di comprendere qualcosa. Una curiosità, la mia, impetuosa. Avrei voluto sapere se conoscevano la sua storia o se ad attirarli era stata  l’immagine di una giovane donna  col velo.  Oppure il “suono” del suo nome…

Malala Yousafzai

…saranno trascorsi, forse, tre  minuti, ma  sono durati dieci volte tanto. Come se qualcuno avesse premuto l’indice sul tasto “pausa” per ritagliare uno spazio di riflessione all’interno di una delle tante giornate frenetiche nelle quali passiamo attraverso gli  eventi, la storia, i vissuti, come un treno in corsa tra stazioni secondarie.

La vita, presto,  è tornata a scorrere. Dovevo andare. Loro, però, erano ancora lì.

Non saprò mai il perché si siano fermati e, soprattutto, perché  così a lungo. Forse cercavano di leggere, con difficoltà, le parole in italiano. Oppure, senza difficoltà, riflettevano su quella frase che identifica Malala: “La mia battaglia per la libertà e l’istruzione delle donne”. Chissà se, quegli uomini, hanno mogli o figlie. Chissà se il loro pensiero, in quel momento, era con loro e per loro.  Quante cose, invece, ho pensato io. Quante domande. Avrei voluto avere il coraggio di rivolgerle a loro. Non ce l’ho fatta. E mi sono portata dietro una grande curiosità e, con essa, una certezza: Malala ci guarda. Guarda il mondo in cui viviamo, il mondo in cui lei ha rischiato di morire. Il mondo per il quale ha deciso di impegnarsi. Guarda al  modo in cui il mondo reagisce ai soprusi e alle violenze raccontate, taciute e nascoste.

Informazioni su Paola Buizza (LaBui)

Giornalista con un futuro sempre in discussione e un passato costruito sull'istinto. Una vita geograficamente collocata oltre gli schemi e gli stereotipi. Una donna che cade, soffre, si rialza e cammina. A volte, vola. Questo blog, comunque, non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001
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2 risposte a Malala ci guarda

  1. lemuraurbino ha detto:

    E’ bello che nel mondo ci siano persone come Malala.

    "Mi piace"

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