
L’ubriacante corsa dei tram
ci portava a riva,
come una merce senza riguardo.
Su una spiaggia tra i sassi
dove fermare l’ansia da girovaghi.
Eravamo subito spogli
perché il mare ha poche parole
e vuole la nudità.
La pazienza del suo ritmo
ci stancava l’intero pomeriggio.
Le bocche d’acqua rampanti
finivano sempre
schiumando, lunghe e riverse.
Il respiro continuo dell’onda
mi insegnò ad essere caparbio.
Ho imparato anche l’attesa.
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