marcel proust
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“Trovo molto ragionevole la credenza celtica secondo cui le anime di coloro che abbiamo perduto sono imprigionate in qualche essere inferiore, un animale, un vegetale, una cosa inanimata, di fatto perdute per noi fino al giorno, che per molti non arriva mai, nel quale ci troviamo a passare accanto all’albero, a entrare in possesso dell’oggetto…
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Quante volte ho pensato al mio risveglio, alla sensazione di spaesamento e al desiderio di descriverlo in pagine che poi avrebbero custodito parole annodate ad altre parole, capitolo dopo capitolo, fino a completezza. Una forte voglia di fermare quegli attimi di tempo difforme, fuori fuoco. In balia di un mare mosso che non ti lascia…

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